Il viaggio è finito e sono rientrato a Milano, ma con la testa sono ancora a Mae Sot, tra i 42 bambini dell’orfanotrofio (compresi i 9 nuovi arrivati). Lì, per anni, c’è stata una sola priorità : prendersi cura dei bambini. Tutto il resto è passato in secondo piano. Ora però è arrivato il momento di rimettere mano anche agli spazi in cui vivono. Stiamo per iniziare alcuni lavori per rendere l’orfanotrofio più accogliente e gioioso. Vi terrò aggiornati, mostrandovi come cambierà , con le immagini del prima e del dopo.
Giardino: il campo giochi,
Proprio al centro dell’orfanotrofio ci sono 200 metri quadrati di terreno pieno di rocce, in alcuni punti alte anche due metri, dove i bambini giocano. La loro vita gira letteralmente attorno a questi massi. Toglieremo le rocce e livelleremo il terreno per creare un vero e proprio parco giochi, con altalene, canestri da basket e tutto quello che riuscirò a trovare lì.
Dormitori: una botta di colore I dormitori,
Oggi, fanno venire una grande tristezza. Muri incrostati, colori spenti che danno al luogo un’aria vecchia e trascurata. È ora di cambiare. Rinnoveremo tutto portando una vera botta di colore: blu, rosa, fucsia, azzurro per trasformare i dormitori in luoghi allegri e stimolanti. Perché anche l’occhio vuole la sua parte, specialmente se sei un bambino.
Bagni: tettoie per arrivarci
Oggi, per andare a fare la doccia, i bambini devono correre nel fango sotto la pioggia o sotto il sole cocente. Costruiremo passaggi coperti tra i dormitori e i bagni. È un intervento semplice, ma cambierà molto la loro vita quotidiana.
Sala da pranzo: mangiare senza sciogliersi
L’attuale luogo dove i bambini mangiano non si può chiamare sala da pranzo. È una tettoia di alluminio su quattro pilastri dove, con il caldo che spesso raggiunge i 40°, mangiare è una prova di resistenza. La sistemeremo per trasformarla in uno spazio più vivibile, dove sedersi e mangiare senza soffocare dal caldo.
E non abbiamo finito…
La sfida dell’inglese
Ho preso anche un’altra decisione. Tutti i bambini dai 6 anni in su faranno lezioni di inglese ogni giorno: un’ora e mezza, sei giorni alla settimana, subito dopo la scuola, con un insegnante privato. Adesso probabilmente mi odieranno un po’ per tutte queste ore di studio, ma appena finiranno la lezione avranno ad aspettarli un parco giochi nuovo di zecca!
La bussola per l’anima
C’è poi un ultimo progetto, forse il più profondo di tutti, il più importante. È qualcosa che volevo realizzare da anni e adesso sembra finalmente possibile. Ve lo racconterò appena sarò sicuro che potrà partire davvero.
Faremo diventare questo posto il più bello del mondo, un gioiello adornato da sorrisi.
Restate con me
Nir















