L’ultima tappa del viaggio mi ha portato di nuovo in Thailandia, ma in un luogo e con una persona molto speciali. Vi presento Neramit e il suo incredibile lavoro con i ragazzi degli orfanotrofi.
Tutto è nato prima della partenza, quando tramite amici cambogiani sono entrato in contatto con lui. Mi ha raccontato dei suoi progetti nelle zone rurali del nord della Thailandia e mi ha subito invitato a partecipare a due giorni di attività con 25 ragazzi dell’orfanotrofio di Nong Khai. Non ci ho pensato due volte: sono andato.
Siamo partiti insieme verso il Mekong, il grande fiume che segna il confine con il Laos. In un piccolo hotel lungo la riva ci aspettavano i ragazzi, emozionati per questa esperienza fuori dall’ordinario.
Neramit è un assistente sociale laureato in pedagogia, con anni di esperienza in varie organizzazioni educative. Da tempo ha fondato la sua associazione, finanziata solo con risorse locali. Tra i suoi progetti, quello che più mi ha colpito è il lavoro che fa con diversi orfanotrofi: non si limita a “portare aiuti”, ma ascolta i ragazzi, li consiglia, li guida. È l’adulto-amico di cui hanno bisogno, qualcuno che sa dare attenzione, supporto e fiducia.
In quei due giorni ha organizzato attività piene di energia e significato: giochi, canti, disegni e momenti di confronto. Si parlava di tutto, anche di argomenti delicati come i rapporti in chat, la diversità di genere, il rispetto reciproco, i sogni e le prospettive per il futuro. Vederli aprirsi così, tra i 14 e i 16 anni, è stato sorprendente. Con Google Translate riuscivo a seguire le conversazioni: colpiva la loro confidenza con Nanna e la loro voglia di parlare apertamente.
La sera una grigliata, risate, un po’ di karaoke. La mattina dopo altre attività educative, il pranzo insieme e infine il rientro all’orfanotrofio. Due giorni intensi, che per loro hanno significato sentirsi visti e ascoltati.
Neramit organizza questi incontri quando riesce a trovare i fondi, sempre di tasca sua, mosso solo dalla passione e dall’amore per i ragazzi. Con lui stiamo pensando di renderli più frequenti, perché ogni adolescente merita di avere uno spazio in cui crescere, confrontarsi e sentirsi accolto.
Questi due giorni con Neramit e i ragazzi mi hanno ricordato quanto possa fare la differenza una presenza vera, un ascolto sincero e un gesto di cuore, e per loro significa portarsi dentro un bagaglio di emozioni, speranza e fiducia nel futuro.
